Chi siamo
Officina Sonora APS è un’associazione di promozione sociale con sede a Perugia, nata per sviluppare pratiche culturali, artistiche, educative e di ricerca. Crediamo che arte, ricerca e cultura abbiano bisogno di possibilità concrete per essere praticate, non soltanto mostrate o raccontate: luoghi, tempo, risorse e occasioni in cui sperimentare, produrre, fare ricerca, incontrarsi e rendere pubblico un lavoro.
La sede dell’associazione è MONO, uno spazio di sei metri quadrati in via Pinturicchio 25, nel centro storico di Perugia, dedicato alle pratiche culturali contemporanee. Affacciato direttamente sulla strada, MONO ospita installazioni, pratiche sonore e visive, performance, incontri, sperimentazioni e restituzioni pubbliche. Le sue dimensioni ridotte fanno parte del progetto: ogni intervento entra in relazione con lo spazio, con la vetrina, con la soglia tra interno ed esterno e con chi attraversa la città.
Da MONO prende forma anche una parte fondamentale di SPORE, il principale format progettuale di Officina Sonora, attraverso il quale accompagniamo giovani artisti e ricercatori nello sviluppo di nuove progettualità, mettendo a disposizione formazione, ricerca, confronto, risorse per la produzione e occasioni di restituzione pubblica. SPORE non coincide con lo spazio: si sviluppa nel territorio, nelle relazioni e nei processi di ricerca, mentre MONO ne costituisce sede, punto di riferimento e luogo di condivisione.
Le attività di Officina Sonora si collocano all’incrocio tra arte, ricerca, educazione e partecipazione culturale e comprendono ricerca etnografica, documentazione sonora e visiva, installazioni e pratiche artistiche, educazione all’ascolto, laboratori, percorsi formativi, accessibilità culturale e sensoriale e accompagnamento alla produzione. L’ascolto rappresenta una delle matrici metodologiche dell’associazione: non soltanto come pratica legata al suono, ma come modo di osservare, conoscere e costruire relazioni con persone, luoghi e patrimoni.
Lavoriamo con artisti, ricercatori, studenti, educatori, università, scuole, musei, istituzioni culturali, associazioni e realtà del territorio, con una particolare attenzione alle persone più giovani e a chi si trova nelle prime fasi di un percorso di ricerca o di produzione culturale. Non cerchiamo di moltiplicare continuamente attività e progetti: preferiamo concentrarci su pochi percorsi, renderli riconoscibili, accessibili e sostenibili nel tempo e costruire intorno a essi relazioni durature.
Officina Sonora APS
Officina Sonora è un'Associazione di Promozione Sociale costituita a Perugia il 10 giugno 2025 e iscritta dal 31 luglio 2025 al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore – sezione APS.
La sua nascita raccoglie e mette in comune esperienze sviluppate negli anni nell'ambito dell'antropologia, dell'ascolto, delle pratiche artistiche, dell'educazione, dell'accessibilità culturale e della progettazione.
Abbiamo scelto la parola Officina perché rimanda a un luogo di lavoro, trasformazione e sperimentazione: uno spazio in cui le cose vengono costruite attraverso la pratica.
Sonora perché l'ascolto attraversa la nostra storia e continua a rappresentare una pratica di conoscenza, attenzione e relazione con persone, territori e patrimoni.
Non intendiamo la crescita come aumento continuo di dimensioni, attività o progetti. Ci interessa diventare più solidi, non necessariamente più grandi: mantenere una dimensione locale e artigianale, costruire relazioni durature e concentrare risorse e competenze su poche esperienze capaci di produrre un impatto reale.
La sede di Officina Sonora e uno spazio di pratiche culturali
MONO è la sede di Officina Sonora APS e il nostro spazio di ricerca e sperimentazione nel centro storico di Perugia, in via Pinturicchio 25. È un microspazio di circa sei metri quadrati, affacciato direttamente sulla strada.
Le sue dimensioni non sono un limite da nascondere, ma una condizione di lavoro in cui ogni intervento deve confrontarsi con lo spazio, con la soglia, con la vetrina e con la prossimità del pubblico e della città. MONO ospita installazioni, pratiche sonore e visive, azioni performative, ricerca, incontri e collaborazioni. Alcune attività nascono direttamente da Officina Sonora, altre prendono forma attraverso il dialogo con artisti, festival, istituzioni e realtà culturali. Anche quando è chiuso, la grande vetrina mantiene una relazione con la strada e molte opere e installazioni possono essere osservate dall'esterno, trasformando la soglia tra spazio espositivo e spazio urbano in parte dell'esperienza.
MONO non nasce quindi come una piccola galleria tradizionale, ma come un luogo in cui praticare, sperimentare e condividere cultura in prossimità con la città.
Le persone
Officina Sonora nasce dall'incontro di competenze diverse e si sviluppa attraverso soci, volontari, artisti, ricercatori, collaboratori e partner. Il Consiglio Direttivo è composto da Riccardo Toccacielo; Matteo Tassi; Giulia Canto.
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Presidente di Officina Sonora APS, è laureato in Beni culturali, curriculum Antropologia, presso l’Università degli Studi di Perugia e prosegue la propria formazione nell’ambito dell’antropologia culturale. Diplomato in ragioneria e perito commerciale, ha affiancato alla formazione economico-gestionale un percorso sviluppato, a partire dal 2009, tra pratica artistica, ricerca sul suono, educazione all’ascolto e progettazione culturale.
Dal 2025 è presidente di Officina Sonora APS e co-curatore di MONO. Conduce progetti educativi, espositivi e di ricerca dedicati al suono e all’ascolto come forme di conoscenza situata, relazionale e culturale, operando tra scuola, museo, spazio espositivo e paesaggio.
Il suo lavoro si sviluppa tra etnografia sonora, installazione, pratiche artistiche e processi educativi. Al centro della ricerca vi è l’ascolto inteso non soltanto come esperienza percettiva, ma come pratica attraverso cui interrogare le relazioni tra persone, luoghi, memoria e patrimonio. Paesaggio sonoro, field recording, percezione corporea e vibrazionale del suono, educazione e accessibilità costituiscono alcuni dei territori ricorrenti della sua pratica. È una linea di ricerca già chiaramente presente nel suo percorso universitario e nel lavoro dedicato al paesaggio sonoro come strumento di ricerca etnografica e di rappresentazione museale.
Nel 2025 è stato selezionato da INDIRE nell’ambito della call nazionale Eufonica per presentare il progetto Educazione all’ascolto e pratiche patrimoniali, sviluppato presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Carducci” di Perugia. Il percorso ha integrato l’educazione all’ascolto e l’educazione civica all’interno dell’attività scolastica, attraverso pratiche di osservazione, ascolto situato e costruzione della memoria sonora, mettendo in relazione il lavoro sul suono con storia, geografia, italiano, arte e scienze. L’esperienza è stata presentata nell’ambito di Eufonica come pratica di integrazione dell’educazione all’ascolto nel curriculum scolastico. —> approfondisci l’argomento
Nel 2023 ha realizzato la ricerca sonora per Acqua come elemento sociale, mostra allestita a Palazzo della Corgna di Castiglione del Lago nell’ambito del Laboratorio di Antropologia e Fotografia della Scuola di specializzazione in Beni demoetnoantropologici. Attraverso ricerca etnografica, field recording e soundscape composition ha costruito un paesaggio sonoro a partire dalle fotografie selezionate per l’esposizione, lavorando sulla relazione tra immagine, memoria acustica, territorio e patrimonio. La composizione è stata successivamente integrata nell’allestimento museale come parte dell’esperienza espositiva.
Tra il 2022 e il 2023 ha lavorato come progettista e ricercatore nell’ambito dell’accessibilità museale per il CAMS dell’Università degli Studi di Perugia, presso la Galleria di Storia Naturale di Casalina. Il progetto ha riguardato l’ideazione e la sperimentazione di soluzioni multimediali e installative rivolte a visitatori con disabilità cognitive e sensoriali, attraverso osservazione sul campo e analisi comparativa dell’esperienza museale prima e dopo gli interventi.
Nel 2021 ha ideato e condotto Memorie Sonore in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio a Castiglione del Lago, in collaborazione con Faro Trasimeno. Il laboratorio ha coinvolto i partecipanti nell’esplorazione del paesaggio sonoro attraverso ascolto ambientale, field recording, memoria e costruzione collettiva di dispositivi sonori, mettendo in relazione esperienza individuale e patrimonio culturale immateriale.
Tra il 2019 e il 2021 ha vissuto e lavorato a Bucarest, sviluppando tra Romania e Italia una serie di progetti educativi, etnografici e artistici dedicati alla relazione tra suono, territorio e memoria. In questo periodo ha realizzato Romania Sonora, progetto itinerante di ricerca sulle memorie acustiche delle comunità rumene, attraverso registrazioni sul campo, sculture sonore e interventi site-specific nel Delta del Danubio, a Săpânța e in altri luoghi del Paese. —> approfondisci l’argomento
Nello stesso contesto ha sviluppato Saxon Heritage, a Sound Journey, progetto etnografico e installativo dedicato all’eredità culturale e sonora delle comunità sassoni della Transilvania, realizzato con il sostegno del Goethe-Institut, dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e della Fundația ADEPT. La ricerca sul campo ha portato alla realizzazione di due opere sonore successivamente presentate al Goethe-Institut di Bucarest. —> approfondisci l’argomento
Dal 2019 al 2021 ha insegnato educazione all’ascolto presso la Scuola Italiana Internazionale “Aldo Moro” di Bucarest, lavorando con studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado. Qui ha sviluppato un modello laboratoriale fondato sull’ascolto attivo, il paesaggio sonoro, la consapevolezza acustica e l’osservazione etnografica, mettendo in dialogo la ricerca di R. Murray Schafer con le prospettive dell’antropologia del suono e dell’acustemologia.
In Romania ha inoltre sperimentato la dimensione corporea e vibrazionale del suono attraverso la Poltrona Sonora, utilizzata in un laboratorio multisensoriale con studenti ciechi e ipovedenti presso la Școala pentru Deficienți de Vedere di Bucarest. Il dispositivo permetteva di affiancare alla percezione uditiva quella tattile e vibrazionale, facendo del corpo una parte attiva dell’esperienza di ascolto.—> approfondisci l’argomento
Durante il periodo di isolamento pandemico ha ideato Music for 18 Students, realizzato con gli studenti della Scuola “Aldo Moro” in collaborazione con Tempo Reale di Firenze. Il progetto ha trasformato il paesaggio sonoro domestico in terreno di osservazione e produzione collettiva, attraverso registrazioni dei suoni quotidiani e pratiche di ascolto consapevole. Il lavoro è stato selezionato nell’ambito della Call for Works di musicaelettronica.it.
Tra il 2016 e il 2017 ha ideato e curato Intorno a Satie, presentata al Museo Civico di Palazzo della Penna di Perugia in occasione dei centocinquant’anni dalla nascita di Erik Satie. La mostra comprendeva installazioni e sculture sonore ispirate alla musique d’ameublement, alla ripetizione e alla relazione tra suono e spazio quotidiano. Il progetto costituisce uno dei passaggi centrali di una ricerca su Satie avviata negli anni precedenti e successivamente confluita nell’interesse per il paesaggio sonoro e l’antropologia dell’ascolto.
La sua ricerca mette oggi in relazione antropologia, arte e pedagogia, esplorando il suono e l’ascolto come strumenti di conoscenza, relazione e costruzione culturale, con una particolare attenzione ai processi attraverso cui luoghi, corpi e memorie possono essere ascoltati, interpretati e restituiti.
Formazione teatrale e ricerca performativa
Tra il 2009 e il 2017 ha sviluppato parallelamente un percorso di formazione teatrale e ricerca performativa, approfondendo progressivamente il rapporto tra corpo, voce e suono. La ricerca vocale condotta con Bruno de Franceschi è confluita nel 2014 in La crudeltà del suono, performance dedicata alla voce come materia sonora e strumento espressivo.
Ha collaborato inoltre con Filippo Timi nello spettacolo La Sirenetta al Teatro Franco Parenti di Milano e ha lavorato come attore con il regista Mirko Locatelli nel film Isabelle.
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Responsabile dell’Area Didattica dell’Università degli studi di Perugia, con competenze consolidate in ambito di progettazione didattica, orientamento, processi partecipativi
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architetto, attualmente Project Manager per la ricerca e la terza missione presso l’Università degli studi di Perugia, con esperienza pluriennale nel campo dei beni culturali e ambientali, della sostenibilità e dei finanziamenti pubblici e privati, sia nazionali che europei.
Una rete, non uno spazio isolato
Officina Sonora sviluppa le proprie attività attraverso collaborazioni con istituzioni culturali, università, musei e soggetti del territorio, con l’obiettivo di costruire connessioni operative tra formazione, ricerca e pratiche culturali pubbliche.
Convenzioni attive
SAB-UMB - Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria
CAMS – Centro di Ateneo per i Musei Scientifici – Università degli Studi di Perugia
POST – Museo della Scienza di Perugia
Collaborazioni/convenzioni in sviluppo
Conservatorio di Musica “F. Morlacchi” – Perugia
Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”
Università degli Studi di Perugia
NID – Nuovo Istituto Design
Vuoi collaborare con Officina Sonora o saperne di più? Scrivici: info@officinasonora.com

