Educare all’ascolto. Dalla pratica educativa alla ricerca
Armonie di competenze. La musica come catalizzatore di crescita personale e sociale
a cura di Alessia Rosa, Marco Morandi, Caterina Librandi
Edizioni ETS, 2026
Collana Polifonica. Sguardi diversi tra immaginario, identità e culture, n. 25
272 pp. — ISBN 9788846775948
Riccardo Toccacielo
Educare all’ascolto. Suono, patrimonio e cittadinanza attiva nella scuola secondaria
Capitolo 7, pp. 133–158.
L’ascolto non è soltanto una facoltà percettiva: è una pratica situata attraverso cui impariamo a riconoscere luoghi, memorie e relazioni. Educare all’ascolto significa allora educare anche alle forme della convivenza.
Dalla pratica educativa alla ricerca
classe seconda della scuola secondaria di primo grado “G. Carducci” di Perugia.
È uscito per Edizioni ETS il volume Armonie di competenze. La musica come catalizzatore di crescita personale e sociale, a cura di Alessia Rosa, Marco Morandi e Caterina Librandi, che raccoglie gli esiti del convegno nazionale organizzato da INDIRE e BolognaFiere nell'ambito di Eufonica.
All'interno del volume, il contributo di Riccardo Toccacielo, “Educare all’ascolto. Suono, patrimonio e cittadinanza attiva nella scuola secondaria”, restituisce e sviluppa sul piano teorico e metodologico un'esperienza di educazione all'ascolto realizzata nel marzo 2025 con una classe seconda della scuola secondaria di primo grado “G. Carducci” di Perugia.
La pubblicazione rappresenta quindi il punto di arrivo — e insieme un ulteriore passaggio — di un percorso nato nella pratica educativa.
Il laboratorio era stato costruito come un dispositivo trasversale all'interno dell'educazione civica, non una disciplina aggiuntiva, ma uno spazio capace di attraversare differenti saperi attraverso pratiche sensibili, narrative, relazionali e riflessive. La casa, la scuola e il quartiere sono diventati territori di ricerca; il suono, uno strumento per interrogarli.
Etnografie sonore del proprio quartiere, diari dei suoni, cartoline sonore, passeggiate d'ascolto e interviste sonore ai nonni hanno portato ragazze e ragazzi a lavorare sul rapporto tra percezione, memoria, patrimonio e vita quotidiana. Ascoltare il proprio ambiente significava contemporaneamente imparare a descriverlo, riconoscerne le trasformazioni e interrogare le relazioni che lo attraversano.
Da Perugia a Eufonica
Intervento a INDIRE - Eufonica 2025 - Bologna
A conclusione dell'esperienza, il progetto è stato presentato alla call nazionale promossa da INDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa dedicata alle esperienze artistiche e musicali capaci di sostenere competenze personali e sociali nei contesti educativi.
La proposta è stata selezionata e presentata il 10 maggio 2025 a BolognaFiere, nell'ambito di Eufonica, durante il convegno nazionale Armonie di competenze. La musica come catalizzatore di crescita personale e sociale. La call INDIRE era dedicata proprio al ruolo della musica nello sviluppo delle competenze non cognitive nei contesti educativi formali e non formali.
Da quell'esperienza nasce il contributo pubblicato oggi da Edizioni ETS.
Nel passaggio dalla pratica al saggio, il laboratorio diventa occasione per una riflessione più ampia: l'ascolto viene interrogato non soltanto come competenza musicale, ma come pratica culturale, educativa e politica.
Il percorso mette in relazione educazione all'ascolto, soundscape studies, patrimonio culturale e pratiche di cittadinanza, assumendo l'esperienza sonora come esperienza situata: qualcosa che accade sempre in un luogo, attraverso un corpo e all'interno di relazioni.
Da qui una domanda che attraversa l'intero lavoro: che cosa accade quando la scuola comincia a considerare l'ascolto non come atteggiamento passivo, ma come pratica di conoscenza?
La risposta viene cercata nelle pratiche quotidiane. Imparare a prestare attenzione ai suoni di un quartiere, raccogliere le memorie sonore di un'altra generazione, riconoscere ciò che cambia e ciò che scompare significa costruire strumenti per leggere il territorio e per riconoscersi come parte di esso.
In questa prospettiva l'educazione sonora incontra la cittadinanza: attenzione, reciprocità, memoria e cura diventano pratiche che possono essere apprese ed esercitate.
Una ricerca che continua
Quell'esperienza non è rimasta isolata.
La ricerca sull'educazione all'ascolto è proseguita successivamente anche attraverso Officina Sonora APS, assumendo forme differenti a seconda dei luoghi, delle età e delle comunità coinvolte.
Tra queste, il percorso realizzato nelle scuole primarie di Palazzo e Petrignano, nell'ambito del progetto Cantico in Cammino, promosso da SPAZIO MAI con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e in collaborazione con le guide ambientali del FAI.
Sette incontri con le classi I, II e III hanno portato il lavoro fuori dall'aula, a partire da una passeggiata d'ascolto nel Bosco di San Francesco. Il paesaggio sonoro registrato durante il cammino è successivamente rientrato nella scuola diventando materiale per disegni sonori, diari dei suoni, pratiche vocali, poesia sonora, ascolto guidato e narrazione.
Cambiano l'età, il contesto e gli strumenti; rimane una stessa ipotesi di ricerca, l'ascolto può essere esercitato come pratica quotidiana di attenzione verso i luoghi e verso gli altri.

