ABITARE IL SUONO

La poltrona sonora: da Erik Satie fino all’accessibilità culturale

La Poltrona Sonora nasce da una personale ricerca di Riccardo Toccacielo intorno a Erik Satie e alla sua musique d’ameublement, la “musica d’arredamento”, un’idea che mette in discussione la frontalità dell’ascolto e immagina una musica capace di entrare negli ambienti della vita quotidiana, convivendo con spazi, rumori, comportamenti e presenze.

La Poltrona porta questa intuizione dentro l’oggetto stesso. Se in Satie la musica diventa arredamento, qui è l’arredo a diventare corpo sonoro. Sedersi significa entrare fisicamente nell’opera, percependo il suono non soltanto attraverso l’udito, ma attraverso il contatto, la postura e la vibrazione.

«La musica non è sempre gondola, cavallo da corsa, corda tesa; qualche volta è anche sedia.»
Jean Cocteau

DALLA MUSIQUE D’AMEUBLEMENT ALL’ASCOLTO CORPOREO

Per Satie la musica poteva sottrarsi alla centralità del concerto e diventare parte dell’ambiente, assumendo una funzione vicina a quella della luce, del calore o dell’arredamento. La musique d’ameublement metteva così in crisi la separazione tra musica e spazio, ascolto concentrato e ascolto distratto, arte e vita quotidiana.

La Poltrona Sonora compie un ulteriore spostamento in cui non è più soltanto la musica a occupare lo spazio: è l’oggetto stesso a produrre e trasmettere il suono.

Questa ricerca è stata presentata nella mostra Intorno a Satie, realizzata a Palazzo della Penna di Perugia dal 14 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, all’interno di un percorso dedicato al rapporto tra Satie, ripetizione, ambiente e trasformazione delle forme dell’ascolto.

ABITARE IL SUONO

Il corpo non si trova di fronte all’opera, è dentro l’esperienza. Seduta e schienale costruiscono una prossimità fisica con il suono che modifica la posizione tradizionale dell’ascoltatore. Non si osserva semplicemente una sorgente sonora esterna: il fenomeno viene percepito attraverso più canali e localizzato sul corpo. “Ascolto corporeo” non significa però che il corpo sostituisca l’orecchio. Udito e percezione vibrotattile sono modalità differenti, con possibilità e limiti differenti. È proprio la loro compresenza a costituire l’esperienza della Poltrona Sonora.

DALL’ESPERIENZA SENSORIALE ALL’ACCESSIBILITÀ CULTURALE

La Poltrona Sonora non nasce come ausilio né come tecnologia assistiva, l’accessibilità non è quindi un’etichetta applicata retroattivamente all’opera. Nel corso degli anni, tuttavia, alcune sue caratteristiche hanno aperto una nuova direzione di ricerca approfondendo la possibilità di conoscere l’opera attraverso il tatto; la vibrazione e l’ascolto corporeo; la riduzione della dipendenza dallo sguardo; la possibilità che persone con modalità percettive differenti condividano lo stesso dispositivo invece di essere indirizzate verso una versione separata dell’esperienza.

Da qui nasce una domanda più ampia: Che cosa significa rendere accessibile un’esperienza artistica e sonora?

Non significa soltanto permettere l’ingresso fisico in uno spazio culturale, ma interrogare attraverso quali sensi, modalità e relazioni una persona possa realmente entrare nell’esperienza, comprenderla e attribuirle significato. L’accessibilità diventa così una questione culturale prima ancora che tecnica.

La Poltrona Sonora è oggi un campo aperto di ricerca sul rapporto tra suono, corpo, percezione e accesso alla cultura. Il lavoro prosegue sulla componente vibrotattile, sulla calibrazione dell’esperienza, sulle differenti condizioni corporee e percettive, sulle modalità di avvicinamento e sulla possibilità di ampliare l’accesso senza costruire percorsi separati.
L’obiettivo non è rendere “più accessibile” un’opera già conclusa attraverso aggiunte successive, ma continuare a interrogare il modo stesso in cui l’esperienza viene progettata.

Dalla musica che entra nell’arredamento all’arredamento che diventa musica.
Dalla musica come oggetto da ascoltare al suono come esperienza da abitare.


Scheda opera

POLTRONA SONORA - 2011
di Riccardo Toccacielo
Scultura sonora / dispositivo audio-tattile
Legno, imbottitura, tessuto, 29 diffusori, amplificazione e sistema di riproduzione audio
70 × 70 × 90 cm

Realizzazione, 2011

Esposta per la mostra Intorno a Satie
Palazzo della Penna, Perugia
14 dicembre 2016 — 8 gennaio 2017